Interviste

Kira Vanini: “La meditazione è un auto-aiuto efficace”

By 22 Ottobre 2019 Ottobre 24th, 2019 No Comments
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Meditazionezen.it è uno dei portali che da più tempo e con i migliori risultati fa divulgazione sulla meditazione. Siamo andati ad incontrare la fondatrice Kira Vanini.

D: Ciao Kira, complimenti per meditazionezen.it, ormai un punto di riferimento per chi si è avvicinato da poco alla meditazione fino alle figure più professionali di questo settore. Quando hai iniziato e come è cambiata la Rete rispetto agli esordi?

R: L’avventura di meditazionezen.it ebbe inizio nel 2016, un po’ per caso, da una chiacchierata con mia figlia. Non sapevo assolutamente nulla del mondo del web e delle sue potenzialità, mentre lei ci lavorava da qualche anno. Mi propose di unire le mie esperienze di vita con le sue competenze tecniche per creare un sito web divulgativo sulla meditazione e, come molte persone della mia generazione, inizialmente ero piuttosto scettica a riguardo, ma decisi comunque di fidarmi di lei e fu senza dubbio la scelta giusta.

Non è stato un percorso breve o in discesa: all’inizio scrivevo per poche decine di lettori e a motivarmi era proprio il pensiero che se avessi potuto aiutare anche una sola persona allora ne sarebbe valsa la pena. Ci sono voluti mesi di pazienza, costanza e continui miglioramenti per trovare la formula giusta, ma oggi abbiamo ottenuto risultati incredibili.
Sto imparando sempre di più su questo mondo digitale che sa aprire una moltitudine di porte e cancellare i confini geografici. Il web è in continua evoluzione, e forse viaggia un po’ troppo veloce per una come me che ha sempre amato fermarsi a riflettere, ma se sfruttato nel modo giusto è un mezzo potentissimo per veicolare un messaggio che sarebbe impossibile diffondere su così larga scala in altri modi.

Personalmente, da quando abbiamo iniziato, ho notato una richiesta sempre crescente di contenuti diversificati – se all’inizio ci dedicavamo solo ai classici articoli, oggi ci vengono richiesti video, infografiche e altri tipi di risorse. Nel 2020 ci focalizzeremo molto anche sull’accessibilità, per rendere il sito facilmente navigabile anche da persone con disabilità. Viviamo in un mondo incredibilmente vario e il web è lo specchio della realtà: dobbiamo arrivare a più persone possibili, e per farlo dobbiamo rivalutare costantemente i mezzi che usiamo per diffondere il nostro messaggio.

 

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D: Come ti sei avvicinata al mondo della meditazione e che tipo di percorso hai seguito?

R: Il primissimo impatto con il mondo delle discipline olistiche arrivò quando avevo vent’anni, durante un viaggio nel sud est asiatico – ricordo di essere rimasta affascinata dai templi, dai movimenti lenti e coordinati dei monaci buddisti e dal suono delle campane tibetane, e ricordo che mi fu consegnato il mio primo mantra personale che ancora oggi custodisco gelosamente in un cassetto. Ma il vero punto di svolta arrivò negli anni ’80, dopo la morte del mio compagno, quando avevo raggiunto quello che a detta di molti era il tanto anelato successo lavorativo. Non ero felice, non riuscivo ad esserlo nonostante cercassi di imitare le persone di successo e muovermi con i loro stessi ritmi concitati. Non ci volle molto ad arrivare a un punto di non ritorno e capire che quella non era la mia strada. Lasciai il mio posto di lavoro e partii di nuovo, ma questa volta alla ricerca di me stessa.

In India incontrai una persona che mi indirizzò sulla strada giusta, quella della meditazione, e tornai in Italia decisa a proseguire su quella strada.

Appresi la pratica zazen dal maestro Tetsugen Serra presso l’Enso-ji il Cerchio di Milano. Decisi poi di non continuare il percorso del buddhismo, ma la meditazione zazen fu la mia salvezza ed è ancora oggi la sola tecnica di meditazione che pratico quotidianamente (da qui il nome del sito). Negli anni successivi mi dedicai dapprima allo studio del taoismo e poi a una meditazione secolare che ho approfondito con diversi ritiri e seminari in giro per il mondo, in quanto volevo praticare uno stile di meditazione che fosse universale e senza vincoli. Dagli anni 2000 pratico la meditazione in solitudine e dall’estate del 2018 abbiamo iniziato l’avventura dei seminari di meditazione organizzati dal nostro sito. Il messaggio che vogliamo far passare attraverso questi seminari è che la meditazione non necessita di grandi investimenti, di lunghi corsi o di viaggi in Oriente, ma è un percorso introspettivo che ognuno può affrontare da sé. Quel che facciamo noi è semplicemente dare un input iniziale e gli strumenti per affrontare al meglio questo meraviglioso viaggio.

 

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D: Rendere la meditazione alla portata di tutti, anche a persone senza alcune esperienze, è la tua mission principale. Ciò è davvero bello e importante per tutto il movimento. Come è possibile riuscirci?

R: Parlando con chiarezza, semplicità e senza troppi tecnicismi. La meditazione in Italia viene ancora vista come una forma di misticismo orientale accessibile a pochi, per questo motivo molte persone non soltanto non la praticano, ma non ne esplorano neppure i numerosi benefici provati dalla scienza.  La meditazione è una disciplina di auto-aiuto incredibilmente efficace, senza costi, praticabile in solitaria e che può facilmente essere impiegata per curare ansia, stress, depressione e attacchi di panico, accostandola a un percorso di psicoterapia e terapia farmacologica (quando necessario), ma lo stigma che la circonda, insieme ai falsi miti che le vengono associati, fa sì che la barriera d’ingresso nel nostro Paese diventi molto alta. Di conseguenza, pochissime tra le persone che potrebbero beneficiare della meditazione se ne interessano – ancora meno persone la praticano, arrendendosi alle prime difficoltà in quanto le risorse gratuite attualmente disponibili in italiano risultano troppo tecniche e poco accessibili.

Per questo nel nostro progetto web ho voluto subito liberarmi dai tecnicismi e parlare chiaro, discutendo dei problemi che affrontiamo tutti i giorni e di come la meditazione può aiutarci ad affrontarli meglio. Molte volte chi ha bisogno di meditare non inizia la sua ricerca sapendo qual è la soluzione al suo problema – per questo dobbiamo fare un’opera di divulgazione, uscire dalla nicchia e parlare a un pubblico più ampio, con umiltà e semplicità, senza dare nulla per scontato.

D: “La vita è davvero semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata” è una frase di Confucio che amiamo molto. La meditazione può aiutare a procedere per sottrazione dando le priorità a ciò che davvero conta per il benessere personale, o è molto di più?

R: La meditazione è il vivere “qui e ora”, nell’attimo presente, senza preoccuparci per il futuro o farci influenzare dal passato. Liberarci dalle sovrastrutture mentali che la società ci impone è un passo importantissimo verso una crescita personale e spirituale. La meditazione insegna proprio questo: tornare a noi stessi, preoccuparci di stare bene nel presente, liberarci di tutto ciò che è superfluo. Per costruire qualcosa di meraviglioso e duraturo, è necessario prima distruggere le catene che ci tengono prigionieri.

D: Nelle pagine social di Meditazione Zen spesso troviamo degli aforismi di Leo Buscaglia, il professore dell’Amore. Come mai e perchè consigli le tante frasi di questa personalità?

R: Con gli aforismi che pubblichiamo quotidianamente sui social cerchiamo di dare voce a quante più personalità possibili, per questo spesso dedichiamo ogni settimana di aforismi a un autore, un filosofo o uno scrittore diverso, senza necessariamente limitarci a personalità legate al mondo della meditazione e dello yoga. Quel che vogliamo fare è ispirare i nostri seguaci ogni mattina e dar loro uno spunto di riflessione che li accompagni per tutta la giornata. In questo senso non ci facciamo troppo influenzare dall’autore delle riflessioni che condividiamo: quel che conta è che ispirino un percorso di crescita personale.

D: Quali sono stati i tuoi maestri o delle personalità emergenti che hai seguito o stai seguendo?

R: Il maestro Tetsugen, nei lontani anni ’90, fu la persona che mi iniziò formalmente allo zazen, ma il mio vero “maestro” lo incontrai durante un viaggio in India. Era una persona molto riservata, che mi ha sempre chiesto di tenere segreto il suo nome, ma sapeva vedere oltre le apparenze e leggere dentro l’anima delle persone. Il suo più grande e prezioso insegnamento fu proprio questo: ognuno è maestro di sé stesso. Non abbiamo bisogno di guru, di guide spirituali o di scuole per guardare dentro noi stessi. Possiamo salvarci da soli. Se non hai una persona che ti ispira, diventa tu stesso quella persona. Queste sue parole sono diventate la mia filosofia di vita.

D: Ci sono delle tendenze nello yoga/meditazione o nel senso più ampio, per il benessere e la crescita personale, che suscitano particolarmente il tuo interesse?

R: Sono una persona curiosa di natura e nel corso della mia vita ho esplorato, in modo più o meno approfondito, quasi tutti gli stili di yoga e le tecniche di meditazione, soprattutto negli ultimi anni. Ciò che sta stuzzicando la mia curiosità ultimamente è proprio il connubio tra discipline olistiche e tecnologia: stanno nascendo sempre più app dedicate alla meditazione e quest’evoluzione mi affascina e mi spaventa al contempo. Trovare il delicato equilibrio che permetta alla tecnologia di essere solo un mezzo, senza intaccare la sostanza dell’insegnamento, non è mai facile. Credo di aver scaricato quasi tutte le app di meditazione esistenti e sono ancora nel pieno della mia indagine: non posso negare che, da scettica che ero, ora sono piacevolmente sorpresa dalla tecnologia e dalle sue possibilità. Non si finisce mai di imparare!

D: Quali libri consiglieresti a chi vuole avvicinarsi a queste discipline?

R: Ci sono moltissime guide e manuali che possono aiutare un neofita ad apprendere le basi della meditazione. A chi si approccia alla pratica per la prima volta ti consiglio l’ebook di Roberta Ricci “Come meditare”, molto diretto e di facile comprensione, oppure “Basta poco” di Sukey ed Elizabeth Novogratz, che è una guida molto visuale e estremamente ben scritta.

D: Progetti personali per il futuro?

R: Il mio sogno è portare la meditazione proattivamente nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri e nei centri di riabilitazione tramite corsi, workshop e allestimento di spazi dedicati. Così tante persone hanno bisogno di meditare, e sarebbe meraviglioso vedere sempre più strutture (pubbliche e private) incoraggiare questa pratica.

D: Come vedi la meditazione e lo yoga tra dieci anni?

R: Stiamo assistendo a un ritorno dell’attenzione sulla mente, sullo stare bene, sul nutrirci meglio, sulla sostenibilità. Non potrei essere più felice di questa nuova “rivoluzione salutare” e sono convinta che il movimento continuerà a crescere – le persone si stanno rendendo conto che il materialismo non è la strada verso la serenità. Spero con tutto il cuore che tra dieci anni meditazione e yoga verranno insegnati nelle scuole e avranno la stessa importanza di altre materie.

Vorrei vedere persone meditare per strada, fare yoga in ufficio e integrare queste pratiche nella propria quotidianità per aumentare la concentrazione e scaricare lo stress. Sono profondamente convinta che mettendo il benessere mentale in primo piano potremmo risolvere gran parte dei problemi che oggi affliggono la nostra società.

 

LA STORIA DI KIRA VANINI

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