Vuoi scoprire com’è nato il Mohenjo-daro?

Leggi l’intervista con la Dott.ssa Monika Síčová, fondatrice del sistema di insegnamenti Mohenjo-daro, pubblicata sulla rivista ceca di salute Meduňka.

Ha interessanti esperienze professionali, ha frequentato vari corsi, soggiorni, stage ecc. in Boemia e anche all’estero, ha anche viaggiato molto. Ma qual è stato il primo movente per interessarsi allo yoga femminile? Cosa (o chi) l’ha inspirata e quali sono stati i primi passi del suo percorso verso lo yoga femminile?

La mia vita inizia in realtà lontano da corsi e maestri. I primi passi in questo mondo li ho fatti ispirata dal grande amore per mia madre. Vivevamo da sole, insieme al mio fratellino, fin quando mia madre ha avuto una malattia molto grave agli organi femminili. Io avevo 12 anni e ho visto e vissuto la malattia di mia madre fino alla sua morte, due anni dopo. Questo avvenimento mi ha segnato per sempre.

Dopo la sua morte, ho incolpayo la medicina classica, che aveva trascurato i sintomi della sua malattia. Solo tempo dopo ho capito che ogni malattia ha una sua radice profonda, in cui ricercarne la causa.

Da quel momento ho capito che volevo studiare medicina e approfondire le dottrine della medicina alternativa per poterle unire le conoscenze e le tecniche di entrambe e fornire soluzioni per i casi simili a quello di mia madre. Era una tematica che sentivo mia: sentivo che la medicina occidentale, presa singolarmente, non fosse sufficiente, così come non lo era la medicina alternativa. Ero una bambina piuttosto ingegnosa e così sono riuscita a finire gli studi liceali a la prima facoltà di medicina dell’Università di Carlo.

 Dentro di me, c’era anche la curiosità e la voglia di scoprire la civiltà orientale e di viaggiare in tutto il mondo: le civiltà lontane ti permettono di vivere avventure fuori dalla normalità delle società occidentali. Così, era circa il 2000, mi sono fermata per qualche mese in Mongolia, da alcuni amici: insieme, abbiamo vissuto e peregrinato nella natura selvaggia, molto lontano dalla civiltà e dal mondo moderno. Ogni notte ci addormentavamo sotto il cielo stellato, bevevamo e ci lavavamo nel fiume, abbiamo attraversato una parte del deserto Gobi e, a cavallo, abbiamo passato le montagne di Changaie. Mi sentivo completamente immersa e connessa con la forza della natura e dell’universo. Ho vissuto estaticamente ogni momento di connessione con la natura: era un viaggio davvero trasformativo.

Durante il mio ritorno in Europa, nel viaggio sulla ferrovia Transiberiana, mi sono ammalata di una malattia sconosciuta e ho avuto la febbre molto alta. Un pensiero in me era costante, sia durante il viaggio che una volta tornata a casa, un mantra che mi diceva “questo non è tutto, il mondo non è solo questo, deve esserci ancora qualcosa”.

Erano trascore alcune settimane, sempre con la febbre, e con questa idea che si ripeteva dentro di me ininterrottamente, era qualcosa di insistente e inquietante. Fino a quel momento io ero una normalissima studentessa universitaria: amavo la medicina e consideravo importante averne un’accurata conoscenza delle sue materie, studiavo, avevo un fidanzato ed ero contenta della mia vita occidentale. Ma quella febbre e la malattia ai linfonodi avevano scatenato in me una serie di domande insistenti: ho avuto così la possibilità di andare a fondo nella mia anima e sollevare dei dubbi.

Da quel momento si sono susseguiti una serie di eventi. Dopo la mia guarigione, mi sono recata al Centro di Meditazione Lažánky: è stato un caso, un weekend di meditazione da quello che poi diventerà il mio fidanzato, il maestro Igor Samotný. Lì ho conosciuto le meditazioni e le tecniche sciamanistiche e, da subito, ho capito e saputo che quello era il percorso giusto, la risposta alla mia domanda.

La risposta alla mia domanda era il viaggio, dall’esterno all’interno e nel mondo intero. L’abbandono dei valori esterni per il ritrovamento di quelli interni. Tutto era chiaro, la risposta così immediata e non ho mai più abbandonato questa strada. Si trattava del mondo intero, dell’alchimia dell’anima, della meditazione, dell’avventura di percorrere una strada interna e di cognizione. Sapevo che quella era la risposta più ovvia da seguire e acoltare. Non avevo dubbi.

Quando una persona è fermamente persuasa e volenterosa a percorrere la strada verso la sua meta, succede che inizi a incontrare persone disposte a darle aiuto in modo spontaneo e che, nonostante gli ostacoli, riesca a trovarsi sempre “al posto giusto, nel momento giusto” e iniziano a capitare strane coincidenze che la fanno andare avanti nel suo percorso. Sulla sua strada verso lo yoga femminile si è trovata in queste situazioni? È stata aiutata qualche volta da “forze invisibili”?

Da quel momento la meditazione e il lavoro con il mondo interno sono diventati la mia passione. Non sapevo che stavo per intraprendee una strada, facevo semplicemente quello che sentivo. Sono andata in India e Sri Lanka, la maggior parte delle volte per la meditazione o per imparare nuove tecniche. Ho dedicato ai viaggi in Asia più di due anni della mia vita. In India ho incontrato una donna che mi ha insegnato i segreti del Mohenjo-daro e lo yoga tantrico per le donne: con lei ho studiato il classico yoga tantrico, 36 posizioni tantriche per le donne.

Non sapevo che poi avrei intrapreso questa strada. Igor Samotný (Sw. Anand Shunyam), mio partner e maestro, ha scritto un racconto ispirato al nostro incontro, alla mia personalità e alla mia maturazione; questo racconto si chiama Nove posizioni tantriche, racconto mistico di Mohenjo-daro.

In base a questo racconto, molte persone credono che Ambu Shiaa, la mia maestra mohenjo-daro, fosse la persona principale a ispirare ed influenzare il cambiamento nella mia vita. Ma, ad essere sincera, non è tato proprio così. In India ho avuto la mia iniziazione allo yoga tantrico, ma in quel momento consideravo tutto un po’ come un’avventura, come del resto consideravo tutto quello che mi succedeva lì.

Mi è successo di incontrare occasionalmente persone specializzate in quella materia. In Sri Lanka ho conosciuto il discepolo del più importante guaritore dello sciamanesimo e lui aveva preannunciato quale fosse la mia strada. Più volte ho scampato gravi pericoli: l’esplosione di una bomba nella stazione di Varanasi, lo tsunami sulle coste dello Sri Lanka. Di sicuro, nella mia gioventù non ero alla ricerca di maestri, ma loro sono semplicemente comparsi sulla mia strada.

Ma certamente, le persone che più mi hanno influenzato e che lo fanno tuttora, sono i miei cari che amo e con cui convivo ogni giorno. Non mi sono mai legata ad una maestro, ho sempre preferito vivere il presente con i miei cari. Credo nella forza dell’Universo, cui mi sono affidata: sento questo legame ogni giorno ed ogni giorno ringrazio per la mia esistenza. Credo nell’invisibile guida dell’universo a cui mi rivolgo con amore ogni giorno.

Sulle sue pagine web scrive che lo “yoga tantrico è un suo progetto”. Quanto tempo dedica a questo progetto e in cosa si sente maggiormente arricchita?

Ho iniziato a occuparmi del Mohenjo-daro da un punto di vista professionale solo quando ho sentito la voglia di diventare una guida per gli altri e di passare loro la mia visione. Avevo maturato già moltissime esperienze in tante materie relative alla meditazione, soprattutto grazie alla pratica continua nel Centro di Meditazione Lažánky.

In questo centro tenenvano lezioni molti maestri da tutto il Mondi e io, come una fedele seguace, ho assistito agli insegnamenti di questi maestri. Si trattava sicuramente di un periodo di pratica e di assistenza. Inoltre, da sola, seguivo un addestramento con il mio maestro Sw. Anand Shunyam, Igor Samotný che mi ha iniziato a questo lavoro prima di tutto su me stessa e poi nel gruppo.

Solo in quel momento, quando iniziavo ad essere matura e piena dello stato di meditazione e di esperienze, decidevo cosa fare da sola come lettrice. Mi sono ricordata, allora, del mio studio del Mohenjo-daro in India, nel 2002, e siccome da noi è un tema davvero inusiale, ho deciso di occuparmene. È stata più che altro una scelta intuitiva, non avevo nessun piano né immaginavo cosa potesse succedere.

Volevo insegnare i programmi di meditazione e trasmettere tutte le mie conoscenze ad altre persone. Il Mohenjo-daro cominciava ad essere un piccolo granello: tenevo i corsi durante la settimana, distribuivo in città i volantini e parlavo con le donne. In poco tempo, le donne hanno iniziato a chiedere di più. Così ho aperto i corsi nel weekend e la prima scuola annuale. Senza che me lo aspettassi o che lo chiedessi, sono diventata in poco tempo ricercata. I corsi e le scuole inziavano ad essere pieni, senza grandi sforzi e il Mohejo-daro ha cominciato a parlare all’anima delle donne.

Ad essere sincera, solo con l’insegnamento si apre per me il senso profondo delle singole asana e il messaggio dello yoga tantrico. Ogni donna reagisce al Mohejo-daro diversamente, mi confidano le loro esperienze e storie personali e io capisco ancora di più la profonda verità e il messaggio arrivati, accidentalmente, anni fa in India.

Per questo ho iniziato a tenere le lezioni di gruppo come una bambina ambiziosa che vuole divulgare il suo sapere agli altri. Solo attraverso le parole delle donne che arrivano da me, si apre la vera profondità e saggezza. Il Mohenjo-daro trasforma realmente, grazie ad una lavoro quotidiano e all’insegnamento.

Si è laureata alla facoltà di medicina. Utilizza in qualche modo la sua laurea professionale nei corsi di yoga tantrico?

Sì, la medicina è stata la mia prima passione. Amo l’istruzione e la conoscenza che derivano dallo studio. Se potessi vivere una vita parallela sicuramente intraprenderei una strada legata ad una disciplina precisa dove usare il ragionamento analitico della medicina occidentale e dove poter applicare queste conoscenze.

La prassi principale della medicina occidentale e l’uso della stessa è, secondo la mia opinione, sintomo di un approccio scorretto all’uomo. Non mi associo a dettami che di fatto non condivido: i miei corsi si basano soprattutto su conoscenze di anatomia e fisiologia umana, sulla ginecologia, riabilitazione e medicina interna. Anche nel mondo della medicina classica è riconosciuto il fatto che le donne abbiano i muscoli del pavimento pelvico che tendono ad indebolirsi e che, con il loro avviamento e rinforzo, è possibile ricostruire la salute sessuale e degli organi femminili. Inoltre, utilizzo la conoscenza dell’azione delle ghiandole endocrine che corrispondono ai chakra. Ogni punto di vista e visione dello yoga tantrico si basa sulla mia pratica ed esperienza personale, sui risultati ottenuti nei corsi e sulle conoscenze teoretiche mediche – anatomia, fisiologia, ginecologia, medicina interna e riabilitazione.

Non mi avvalgo solo della conoscenza di come funzia la respirazione durante lo yoga, i movimenti del corpo, i lavoro con i chakra e la meditazione, ma utilizzo anche la moderna e piena conoscneza propria della medicina occidentale.

Tutti gli articoli teoretici sul Mohenjo-daro sono i miei impatti e i risultati pratici ottenuti sul corpo e sull’anima, grazie all’incontro delle dottrine orientali e occidentali.

Può spiegare alle donne, che non hanno ancora incontrato nulla di simile, la sostanza dello yoga femminile e del sistema di esercizi Mohenjo-daro? Quali benefici e quale soluzione a problemi di salute possono ottenere le donne praticando questi esercizi?

Il Mohenjo-daro agisce su più livelli. Ciò dipende dal fatto che la donna si lascia andare: il primo livello è risanamento e ricostruzione della salute femminile, dal sistema endocrino alle ovaie, con il rinforzamento e risanamento del pavimento pelvico della vagina e dell’utero.

A seguito di un’efficace attivazione del sistema endocrino, legato al rinnovamento della funzione delle ghiandole endocrine, delle ovaie, delle ghiandole surrenali, della tiroide e di ipotalamo e ipofisi. Gli effetti si hanno già dopo il primo anno di esercizio con l’attivazione dell’ipofisi che influisce sulle ghiandole minori. Le donne sentono un sollievo soprattutto nella zona pelvica: le ovaie, infatti, si svegliano dal letargo e dall’inattività, cominciano a produrre gli ormoni femminili in misura maggiore. Tutto ciò si traduce in una maggior voglia vitale, un forte senso di freschezza e giovinezza: la donna sembra nel complesso più vitale e ringiovanita.

Influisce anche a livello degli ormoni sessuali femminili, sulla sfera della sessualità e del desiderio sessuale. Svaniscono irregolarità del ciclo mestruale, si ottiene un rinnovamento della fertilità e della capacità di concepimento. Molto spesso, infatti, capita di incontrare donne che hanno difficoltà a rimanere incinta e, già sul finire del corso, restano in stato interessante, uan situazione che capita a tutte le donne, più o meno giovani. Il caso estremo è stato quello di una donna che non voleva rimanere incinta e mi ha raccontato la sua storia. Dalla gioventù non ha utilizzato contraccettivi perché, a seguito del parto dei suoi due figli, le è stato asportato un ovaio e l’altro soffriva di cisti. Ha iniziato a frequentare i miei corsi Mohenjo-daro regolarmente e all’improvviso, durante l’inverno, ha inizito a sentirsi male, peggiorando di continuo. Temeva di avere un cancro ma, andando dal medico, ha scoperto di essere incinta e ha partorito una bambina sana all’età di oltre 40 anni. Era alla ricerca di una nuova gioia nella sua vita e questa è arrivata con la sua bambina. Questo caso dimostra l’incredibile capacità del corpo femminile di rigenerarsi e rinnovarsi nella sua salute. Questa donna, a metà sterile, è riuscita a portare avanti una gravidanza e partire una bambina sacra grazie all’attivazione dell’asse ormonale e delle ovaie. Parte della salute femminile si basa sul pavimento pelvico, conosciuto e valorizzato da tutte le culture: lo troviamo non solo nello yoga tantrico indiano, ma anche nel tao cinese, nelle donne thailandesi e del Pacifico. I nostri ginecologi raccomandano di stringere e rilassare i muscoli del pavimento pelvico anche mentre si va in tram. Ma questo non basta! Anzi rischia di essere controproduttivo perché il bacino rischia di stringersi invece che di rilassarsi. Per un pavimento pelvico sano e vitale bisogna imparare a muovere il bacino nel modo corretto, con la giusta ed efficace respirazione e ponendo la corretta attenzione al corpo e alla gestione dell’energia, rilassando e sbloccando i legamenti pelvici.

Il Mohenjo-daro è davvero efficace e posso promettere che tutto ciò che è stato scritto è vero. È un’arte che è possibile coltivare, bisogna conoscerne la tecnica e averne il senso. La maggior parte delle donne che ha frequentato la scuola annua non ha più abbandonato il Mohenjo-daro e ne esegue gli esercizi tutti i giorni; sentono gli effetti vitali e i benefici della propria energia sessuale e vitale.

Grazie al risanamento del pavimento pelvico si risolve l’incontinenza, con un efficacia del 100%, ma si trova una soluzione anche a emorroidi, prolasso dell’utero, mestruazioni dolorose – ciò dipende dal miglioramento ormonale e dal rilassamento del collo dell’utero contratto nelle donne più giovani – i sintomi della menopausa – da me arrivano molte donne prima o durante la menopausa, felici degli effetti ottenuti. Il Mohenjo-daro non ferma la menopausa, non è possibile farlo da un punto di vista biologico, ma migliora l’andamento della diminuizione degli ormoni, stabilizzandone il loro livello. In questo modo, la menopausa diventa un processo naturale, senza sgradevoli effetti collaterali.

Sicuramente si registra un miglioramento della salute ginecologica: efflussi, infiammazioni croniche e micosi trovano una soluzione perché il Mohenjo-daro fa circolare linfa, sangue ed energia nel bacino dando inizio a processi autoregolatori e purificanti. Le infiammazioni croniche sono date da un lungo ristagno energetico, dalla deposizione dell’energia negativa nel bacino – sentimenti, emozioni e frustrazioni – e dalla creazione dei cronici focolai quiescenti. Con il Mohenjo-daro l’energia inizia a fluire e si sciolgono i focolai cronici. Questo comporta spesso il peggioramento dei sintomi e il presentarsi della malattia acuta. Raccomando sempre di effettuare gli esercizi in modo dolce e quasi impercettibile durante il periodo della malattia e di abbinare un’alimentazione disintossicante – medicina informativa, omeopatica, tisane e bagni.

Il Mohenjo-daro non ha la capacità di invertire alcuni processi: in caso di presenza di un cancro, non può eliminarlo. La malattia è già una manifestazione di un calo di energia, mentre il Mohenjo-daro agisce in modo preventivo per far sì che non si presenti la malattia: agisce sulla psiche, sul corpo emozionale e spirituale, sul bacino e sulla sua energia. Può stabilizzare una malattia e portare alla coscienza della sostanza della malattia, nei miei corsi infatti ci sono moltissime donne che mostrano malattie gravi agli organi femmininili o miomi.

Il secondo messaggio dei miomi è il desiderio della donna di subite una trasformazione e di avere un bambino, che non deve essere necessariamente un bambino fisico, ma può essere anche sporituale. Si intende, quindi, la trasformazione della donna in essere spirituale: un messaggio dell’utero di voler nuovamente rimanere incinta, una trasformazione che quindi può intendersi come una trasformazione spirituale della donna stessa.

Come sono nate le nove asana dell’esercizio Mohenjo-daro?

Il Mohenjo-daro non è propriamente un esercizio, lo chiamiamo così per avvicinarlo ai principianti. Si tratta di un rituale che si basa su esercizi tantrici ed è composto da 9 Asana e di altre 27 Asana aggiuntive. Si tratta quindi di un vasto gruppo di “esercizi”, complessivamente 36 posizioni per il corpo e per la distribuzione dell’energia. Più che l’esercizio in sé, è importante lo stato di meditazione e la profondità con cui ci si immerge nell’esercizio: si tratta di una bellissima esperienza liberante che permette di galleggiare nel proprio corpo. La parte difficile sta nel creare lo stato di meditazione.

A livelllo corporeo ed energetico è possibile imparare le tecniche del Mohenjo-daro in un mese ci pratica intensiva. La mente degli europei non è sicuramente pronta per immergersi in una tale profondità; io stessa, dopo tanti anni di meditazione, sto scoprendo nuovi e più profondi significati delle singole posizioni e il loro valore energetico. Ogni Asana è un emettitore corporeo che armonizza lo stato interno della donna.

Per me è un’avventura incredibile.

Le adepte dello yoga tantrico possono inziare scegliendo vari livelli. Esistono i corsi per principianti che si occupano degli aspetti sanitari di base dell’esercizio e delle meditazioni, esiste una scuola annuale, i corsi si svolgono nel fine settimana, per i livelli più avanzati che si occupano degli aspetti più interiori della donna e degli esercizi ad un livello più profondo. Esitono poi corsi avanzati e quelli per le istruttrici. Oggi esistono istruttrici autonome che insegnano le tecniche del Mohenjo-daro a partire dalle proprie esperienze e meditazioni vissute: paradossalmente, dicono che dal momento in cui hanno iniziato ad insegnare, riescono a leggere meglio i profondi messaggi e inziano a capire in modo più profondo il Mohenjo-daro.

Il Mohenjo-daro è un percorso che non finisce mai. Questo perché è un vivo e lavora continuamente con la donna moderna e con la sua anima e in questo campo non esistono limiti di cognizione.

L’esercizio influisce positivamente anche sulla psiche e sull’anima della donna? Questo esercizio modifica totalmente la personalità della donna? È possibile riconoscere un cambiamento nella donna già al termine del corso base?

Al termine del corso di base la donna si sente rilassata e “più donna”. Sicuramente, con la compresione della dinamica base del pavimento pelvico, può effettuare da sola gli esercizi dello yoga tantrico base e la meditazione, ottenendo i benefici degli effetti che derivano da questi esercizi anche stando sola a casa. In questo modo, può liberarsi dalla pressione e dallo stress che spesso si trova a vivere. Già dopo il corso base, le onne si sentono incredibilmente cariche e forti.

Poi, dipende dalla donna che, se si trova bene nel gruppo, può decidere di continuare a occuparsi del tantra. Si tratta comunque di una scelta individuale. Il corso base insegna alla donna le tecniche e la meditazione e, soprattutto, le basi sanitarie dello yoga femminile, tutte cose che può praticare da sola e fin da subito anche a casa.

Lei opera come insegnante dello yoga femminile, quali sono le reazioni delle donne che frequentano corsi e seminari che incontra più spesso? Ha notato anche reazioni negative, magari da donne che hanno energie femminili soppresse?

Devo dire che questo lavoro mi porta una gioia immensa e l’incontro di donne consapevoli mi soddisfa. I corsi sono spesso frequentati da donne molto consapevoli, che riflettono sulla vita e hanno una propria opinione e che hanno già un’esperienza profonda della vita e della meditazione, a prescindere la loro età.

Per lo più, non sono più legate ai dettami della società maggioritaria e delle credenze occidentali e questi incontri diventano una carezza per l’anima. Per me ogni corso è un arricchimento e l’incontro di donne bellissime, infatti il mio compenso più grande è la possibilità di trascorrere del tempo in compagnia di donne consapevoli. Insieme meditiamo, facciamo esercizi e ci occupiamo dello yoga tantrico. Attualmente mi occupo principalmente dei gruppi avanzati, mentre le mie assistenti e collaboratrici gestiscono i corsi introduttivi e di base. Nei corsi di base, io sono il garante specializzato e mi occupo solo di una parte del programma. La mia attività principale consiste nell’insegnamento a istruttrici e gruppi avanzati.

Viviamo in un’epoca veloce e molte donne chiedono soluzioni veloci ai propri problemi di salute. Lo yoga femminile non è una soluzione veloce: quanto tempo bisogna esercitarsi per avere l’impatto benefico al proprio stato di salute?

Devo dire che, personalmente, non sono mai stata interessata alle soluzioni veloci. Tutte le volte che ho intrapreso qualcosa a cui ero interessata, mi spingevo quanto più lontano possibile, spinta dall’entusiasmo e dalla possibilità di approfondire conoscenze ed esperienze. Non salto da un tema all’altro. Sono interessata alla profondità e alla possibilità di arrivare al principio delle cose. Forse, è per questo motivo che alcune donne sono attirate dal tantra. La maggior parte delle donne sono interessate al Mohenjo-daro al punto di occuparsi dello studio in modo intensivo, per uno, due o più anni. Molte donne oggi sono istruttrici e insegnano il Mohenjo-daro a livello di base, collaborando sempre insieme.

Di fatto, bisogna capire se il Mohenjo-daro prende o meno. Quando esiste l’interesse c’è anche la passione e non esistono limiti. È questa la linea che separa le situazioni.

Il corso base del Mohenjo-daro dà un primo assaggio e fornisce la possibilità di esercitare anche da soli gli elementi base. Questi sicuramente hanno un valore dal punto di vista della salute e portano ad un veloce sollievo. Per un effetto benefico di base e per rinforzare il corpo, non serve tanto tempo: il corso di base e la pratica a casa sono sufficienti. Tuttavia, ribadisco, per molte donne è rivoluzionaria la combinazione dello yoga tantrico insieme alle meditazioni attive e al rilassamento, soprattutto psichico, e per questo scelgono di rimanere e di contuare ad occuparsi del Mohenjo-daro nella scuola annuale durante i fine settimana insieme ad altre donne con cui condividono questo interesse. È un gruppo che porta tante nuove amicizie, fonti di supporto: in pochi hanno la fortuna di vivere nel proprio ambiente in armonia e allineati con famiglia, collaboratrici e amiche.

Spesso le donne sentono tra loro rivalità e competizione, ma questo dipende dall’assestamento maschile del Mondo. Nel tantra queste barriere svaniscono velocemente e nelle scuole nascono nuove amicizie che durano tutta la vita.

Nelle sue pagine web, fa spesso riferimento al bisogno di sviluppare e rinforzare le qualità femminili, l’energia femminile e, in generale, tutto ciò che riguarda la femminilità. Con questo aspetto è facile essere d’accordo, ma a tante donne potrebbe venire in mente una domanda. Se riuscissero a sviluppare le proprie qualità femminili, potrebbero riuscire ad affermarsi anche dal punto di vista lavorativo? In un mondo che, oggi, preferisce valori maschili, ad esempio nelle professioni di avvocato, giornalista, politico. Ha per queste donne una risposta rassicurante?

Che domanda interessante. Secondo le mie esperienze, la donna si rafforza e sviluppa al massimo la propria femminilità. I corsi sono frequentati da tante donne che rivestono una posizione sociale importante, ad esempio avvocati, manager e medici. Per lo più si sentono schiacciate dal mondo maschile e, vogliono, quindi rafforzare la propria femminilità interiore. Non appena ci riescono provano un sollievo enorme: imparano ad approcciare e risolvere in modo diverso i problemi, facendo riferimento alla tenerezza del mondo femminile. Iniziano ad essere tutelate dagli uomini che sentono, inconsciamente, che la donna accetta il loro aiuto e supporto e per questo si offrono in modo autonomo. Ho avuto numerose esperienze in merito, ogni anno risolvo casi del genere: la donna, in sostanza, si sente infelice quando si trova a dover vivere a lungo i valori mascolini, è come se morisse nella sua interiorità e smettesse di sentire il suo valore femminile e la sua anima. È importante collegarsi con la propria femminilità: ogni donna ha questo potenziale e può svilupparlo facilmente grazie al supporto di un gruppo fantastico, alle meditazioni e al Mohenjo-daro.

 

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